Il  CANALE DI PIRRO La storia associa il nome della valle al passaggio del re Pirro in Puglia attraverso questi territori. In realtà è più probabile che il suo nome derivi proprio da “pire”, tipiche costruzioni circolari in pietra, non più alte di due metri, che caratterizzavano anticamente queste campagne. Le pire venivano utilizzate come raccoglitori finali delle acque piovane convogliate da un complesso sistema di canalizzazioni che ridistribuivano uniformemente le precipitazioni sul versante della valle interessato. L’unica pira ancora esistente e funzionante è situata in Masseria Torricella. La struttura originale è stata realizzata nel 600,  probabilmente dai Conventuali di Castellana, i quali avevano costruito anche il complesso di edifici che originariamente costituivano il convento, attualmente trasformato in un agriturismo. A partire dalla sommità della valle sono ancora presenti dei canali a forma di imbuto per la raccolta di acque piovane, i quali drenano l‟acqua nelle pire, che diventano vere e proprie cisterne per la sua conservazione. Quando anche le pire diventano troppo piene, attraverso un sistema di canalizzazione secondario, le acque defluiscono direttamente in un inghiottitoio di origine  carsica.  E’ incredibile come un’opera di questo tipo abbia potuto generare e favorire la conservazione di un ecosistema così complesso come quello presente nel Canale di Pirro. Il Canale di Pirro, meglio delle Pile, è un vistoso polje (bacino carsico) che si allunga per circa 12 km nelle Murge sud-orientali, in un'area lievemente ondulata e disseminata di numerose e interessanti manifestazioni carsiche: doline, inghiottitoi, grotte, pietraie carsiche, campi di coni. Orientato in senso longitudinale a N-NE di Alberobello, il polje, il maggiore delle Murge, si estende fra i centri abitati di Castellana Grotte e Putignano ad O-NO e la selva di fasano ad E-NE. Chi percorre la S.S. n. 172 che da Putignano conduce ad Alberobello, ha modo di ammirarne, sulla sinistra, un bellissimo tratto, alle falde di colline poco elevate e per lo più ricoperte di vegetazione spontanea mediterranea. Il polje, infatti, si apre fra due allineamenti collinari, con larghezza variabile dai 500 ai 1500 metri circa. Il versante settentroniale, culminante nel monte del Vento (393 s s.m.), si sviluppa pressocchè rettilineo e quasi sempre piuttosto acclive; quello meridionale, invece, si presenta con andamento alquanto sinuoso e ondulato. Si allarga ad ovest con ampio giro, dominato dal monate del Sale (434 m), si restringe nel tratto medio, poi s'incurva nuovamente con monte Tondo (400 m) e monte la Vecchia (353 m) per convergere infine ad est in na toruosa gola larga un centinaio di metri, tra l'altura di Abello e(353 m) e monte Cannone (349 m). Quasi a metà valle, li dove il polje si restringe, affiora all'altezza della masseria Paretano Nuovo, una soglia che in contropendenza rispetto all'alaveo lievemente digradante da ovest ad est, divide il Canale delle pile in due bacini: l'uno, l'occidentale, con il fondo che si mantiene poco al di sopra dei 300 m e l'altro, l'orientale, con il fondo che oscilla intorno ai 275 m e scende sino alla quota di 269 m, la più bassa di tutto il polje. Ne risulta, quindi, essendo il polje per buona parte compreso nell'isoipsa di 375 m, un dislivello fra questa e il fondovalle di circa 75 metri e di oltre 100 rispettivamente per l'uno e l'altro tratto. Quasi ovunque il plje, comunemente chiamato "canale", è ricoperto di una coltre di terra rossa derivante dalla degradazione del sottostante calcare, dello spessore variabile tra una decina di centimetri lungo i versanti, là dove non affiora la nuda roccia e fin oltre il metro nel fondovalle, per evidente accumulo conseguente all'azione di dilavamento dai versanti stessi. Da notare pure la presenza di intrastratificazioni di pozzolane, che, come quelle che si incontrano altrove nelle Murge sud-orientali sono da ritenersi allotigene:provenientei dal Vulture per trasporto eolico, il materiale vulcanico si sarebbe depositato sulle aree murgiane e da qui lentamente sarebbe stato trasportato dalle acque di scorrimento superficiali sul fondo della depressione. Il canale è attraversato da due strade provinciali: quella che lo percorre in tutta la sua lunghezza e che, biforcandosi all'estremità occidentale, unisce Castellana Grotte e Putignano alla Selva di fasano e l'altra, normale lla precedente, cha da il polje trasversalmente. Su entrambe si svolge un discreto traffico diretto in parte verso mete turistiche di Alberobello, di Castellana grotte...e in parte verso il ploje stesso e la vicina Selva di Fasano. Un'indagine ha portato all'individuazione, nell'area interessata dal Canale delle pile, di due unità litostratigrafiche che si nominano dai centri in cui esse appaiono meglio esposte, e sono il calcare di Fasano e il calcare di Ostuni, riferibili rispettivamente al Cenomaniano- Senoniano inferiore e medio. La prima è formata da calcari detritici a grana più o  meno fine, a volete subcristallini e dolomitici, ben stratificati, di color biancastro , grigiastro o rosato. Essa nei pressi di Fasano mostra uno spessore di circa 200 metri, costituisce la scarpata murgiana con cui termina la testata orientale del Canale delle pile. L'altra nella quale il polje è interamente inserito, è formata da calcari detritici a grana grossolana, biancastri, talora dolomitici e in diversi tratti ariuniti in grossi banchi, carattersitica questa che lo differenzia, insieme ad un maggior numero di macrofossili, del sottostante calcare di Fasano. Mancando, i termini superiori, asportati presumibilmente da abrasione marina, non è possibile calcolarne lo spessore totale. Tratto da: "Dal Canale di Pirro al Canale delle pile tra storia e geografia" Seminario di studio - Alberobello 11 luglio 1997 Atti a cura di Angelo Martellotta - A cura del Corpus Scriptorum Arborebellensium - Archivio Storico - 2006
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Il  CANALE DI PIRRO La storia associa il nome della valle al passaggio del re Pirro in Puglia attraverso questi territori. In realtà è più probabile che il suo nome derivi proprio da “pire”, tipiche costruzioni circolari in pietra, non più alte di due metri, che caratterizzavano anticamente queste campagne. Le pire venivano utilizzate come raccoglitori finali delle acque piovane convogliate da un complesso sistema di canalizzazioni che ridistribuivano uniformemente le precipitazioni sul versante della valle interessato. L’unica pira ancora esistente e funzionante è situata in Masseria Torricella. La struttura originale è stata realizzata nel 600,  probabilmente dai Conventuali di Castellana, i quali avevano costruito anche il complesso di edifici che originariamente costituivano il convento, attualmente trasformato in un agriturismo. A partire dalla sommità della valle sono ancora presenti dei canali a forma di imbuto per la raccolta di acque piovane, i quali drenano l‟acqua nelle pire, che diventano vere e proprie cisterne per la sua conservazione. Quando anche le pire diventano troppo piene, attraverso un sistema di canalizzazione secondario, le acque defluiscono direttamente in un inghiottitoio di origine  carsica.  E’ incredibile come un’opera di questo tipo abbia potuto generare e favorire la conservazione di un ecosistema così complesso come quello presente nel Canale di Pirro. Il Canale di Pirro, meglio delle Pile, è un vistoso polje (bacino carsico) che si allunga per circa 12 km nelle Murge sud-orientali, in un'area lievemente ondulata e disseminata di numerose e interessanti manifestazioni carsiche: doline, inghiottitoi, grotte, pietraie carsiche, campi di coni. Orientato in senso longitudinale a N-NE di Alberobello, il polje, il maggiore delle Murge, si estende fra i centri abitati di Castellana Grotte e Putignano ad O-NO e la selva di fasano ad E-NE. Chi percorre la S.S. n. 172 che da Putignano conduce ad Alberobello, ha modo di ammirarne, sulla sinistra, un bellissimo tratto, alle falde di colline poco elevate e per lo più ricoperte di vegetazione spontanea mediterranea. Il polje, infatti, si apre fra due allineamenti collinari, con larghezza variabile dai 500 ai 1500 metri circa. Il versante settentroniale, culminante nel monte del Vento (393 s s.m.), si sviluppa pressocchè rettilineo e quasi sempre piuttosto acclive; quello meridionale, invece, si presenta con andamento alquanto sinuoso e ondulato. Si allarga ad ovest con ampio giro, dominato dal monate del Sale (434 m), si restringe nel tratto medio, poi s'incurva nuovamente con monte Tondo (400 m) e monte la Vecchia (353 m) per convergere infine ad est in na toruosa gola larga un centinaio di metri, tra l'altura di Abello e(353 m) e monte Cannone (349 m). Quasi a metà valle, li dove il polje si restringe, affiora all'altezza della masseria Paretano Nuovo, una soglia che in contropendenza rispetto all'alaveo lievemente digradante da ovest ad est, divide il Canale delle pile in due bacini: l'uno, l'occidentale, con il fondo che si mantiene poco al di sopra dei 300 m e l'altro, l'orientale, con il fondo che oscilla intorno ai 275 m e scende sino alla quota di 269 m, la più bassa di tutto il polje. Ne risulta, quindi, essendo il polje per buona parte compreso nell'isoipsa di 375 m, un dislivello fra questa e il fondovalle di circa 75 metri e di oltre 100 rispettivamente per l'uno e l'altro tratto. Quasi ovunque il plje, comunemente chiamato "canale", è ricoperto di una coltre di terra rossa derivante dalla degradazione del sottostante calcare, dello spessore variabile tra una decina di centimetri lungo i versanti, là dove non affiora la nuda roccia e fin oltre il metro nel fondovalle, per evidente accumulo conseguente all'azione di dilavamento dai versanti stessi. Da notare pure la presenza di intrastratificazioni di pozzolane, che, come quelle che si incontrano altrove nelle Murge sud-orientali sono da ritenersi allotigene:provenientei dal Vulture per trasporto eolico, il materiale vulcanico si sarebbe depositato sulle aree murgiane e da qui lentamente sarebbe stato trasportato dalle acque di scorrimento superficiali sul fondo della depressione. Il canale è attraversato da due strade provinciali: quella che lo percorre in tutta la sua lunghezza e che, biforcandosi all'estremità occidentale, unisce Castellana Grotte e Putignano alla Selva di fasano e l'altra, normale lla precedente, cha da il polje trasversalmente. Su entrambe si svolge un discreto traffico diretto in parte verso mete turistiche di Alberobello, di Castellana grotte...e in parte verso il ploje stesso e la vicina Selva di Fasano. Un'indagine ha portato all'individuazione, nell'area interessata dal Canale delle pile, di due unità litostratigrafiche che si nominano dai centri in cui esse appaiono meglio esposte, e sono il calcare di Fasano e il calcare di Ostuni, riferibili rispettivamente al Cenomaniano- Senoniano inferiore e medio. La prima è formata da calcari detritici a grana più o  meno fine, a volete subcristallini e dolomitici, ben stratificati, di color biancastro , grigiastro o rosato. Essa nei pressi di Fasano mostra uno spessore di circa 200 metri, costituisce la scarpata murgiana con cui termina la testata orientale del Canale delle pile. L'altra nella quale il polje è interamente inserito, è formata da calcari detritici a grana grossolana, biancastri, talora dolomitici e in diversi tratti ariuniti in grossi banchi, carattersitica questa che lo differenzia, insieme ad un maggior numero di macrofossili, del sottostante calcare di Fasano. Mancando, i termini superiori, asportati presumibilmente da abrasione marina, non è possibile calcolarne lo spessore totale. Tratto da: "Dal Canale di Pirro al Canale delle pile tra storia e geografia" Seminario di studio - Alberobello 11 luglio 1997 Atti a cura di Angelo Martellotta - A cura del Corpus Scriptorum Arborebellensium - Archivio Storico - 2006
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