PU_41 Grave di San Biagio - Ostuni

Esplorazione e rilievo della Grave di San Biagio 8 settembre 2018

Approfondimenti

Grave di San Biagio
N. catastale PU 41
Sinonimo in uso locale : Grave di pizzicucco
Comune di Ostuni
Località C.da Pizzicucco
Quota di ingresso 298 metri s.l.m.
Dislivello 42 metri
Sviluppo planimetrico 100 metri
Terreno geologico: Calcare di altamura del cretaceo superiore
1° Rilevamento a cura della commissione Boegan – 2 Gennaio 1957
2° Rilevamento a cura del Speleo Club Cryptae Aliae -1998
3° Rilevamento a Cura del Gruppo Escursionistico Speleologico Ostunese (GEOS) 8 Settembre 2018

Nota da tempo ai cittadini ostunesi, la Grave di san Biagio (Pu.41) fu esplorata agli inizi degli anni 50, ad opera del’ allora esistente Gruppo speleologico di Ostuni.
Nel 1957 fu la commissione Gotte “E. Boegan” di trieste a completare le ricerche, restituendo il primo rilievo toografico della cavità. Successivamente molti gruppi speleologici pugliesi hanno l’enorme cavita, attratti dalle ciclopiche dimensioni dell’unica sala sotterranea. La grotta e stata frequentata sia per perfezionare le esplorazioni, si per studiare la sue peculiarità, sia per l’addestramento degli allievi dei corsi di speleologia sino alla fine degli anni 80.
Di seguito i proprietari del terreno dove insiste la grotta, non hanno concesso il passaggio sul terreno a speleologi che avrebbero voluto approfondire le ricerche storico-ambientali pertanto la frequentazione di tale grotta si è interrotta.
Solo nel 1998 si è potuto svolgere un rapido rilievo della cavità ad opera del gruppo Speleo Club Cryptae Aliae di Grottaglie.
Da quella data solo in data 8 settembre 2018 il Gruppo Escursionistico Speleologico Ostunese GEOS è potuto tornare ad effettuare un esplorazione, atta ad effettuare un rilievo condotto con strumentazioni moderne che ha permesso di rilevare in modo più dettagliato la grande sala di accesso della cavità potendola cosi proiettare sul terreno.
La cavità presenta un salto iniziale di circa 13 metri, che partendo dalla bocca di ingresso posta a raso sul terreno e di dimesioni di circa 3×3 metri sino alla sommita del’enerme cono detritico che riembie la sala. Il conno detritico è composto essenzialmente da materiale di crollo della volta della cavità, ma anche da pietrame sversato in tempi diversi dai contadini per l’opera di spietramento dei terreni.
La Cavità presenta un diaframma che la separa dal terreno sovrastante di dimensioni variabili: In prossimità dell’imbocco esso è di circa 2 metri aumentando allontanandosi dall’ingresso sino a raggiungere spessore di circa 13-20 metri in ogni direzione.
La cavità ha base ha forma di pseudo ovale che presenta un diametro maggiore di circa 105 metri e minore di 70/80 metri per una superficie totale di circa 1000 metri quadri è quindi ca considerarsi la caverna più grande di puglia.
Nella zona periferica della base si trovano diversi anfratti (in direzione ovest nord-ovest) che vanno verso i gli strati sottostanti, posti sotto l’enome frana meritevoli di esplorazioni previa messa in sicurezzadegli stessi. Essi indicano che in quei punti la cavità permette il passaggio dell’acqua di raccolta della stessa cavità, per condurla negli strati inferiori del terreno.
Tali anfratti coincidono con l’incrocio della cavità con la gravinella di san biagio visibile dall’esterno, pertanto si suppone che l’incavo della gravina esterna e la grotta in esame non siano indipendenti l’una dall’altra. Si può presumere che la cavità avesse in passato uno sviluppo maggiore ma il grande cono detritrico alto circa 30 matri ha ostruito tali proseguimenti.
I grossi colonnati stalagmitici e le stallatiti presentano spesso un processo di dissoluuzione, dovuto evidentemente alle variate condizioni carsiche della cavità.
Sono presenti differenti cumuli di guano che testimoniano la presenza di chirotteri. Tuttavia, nell’ispzione dell’8 settembre non è stato avvistato ancun pipistrello

Esplorazione di Domenica 26 Maggio 2019

Anzinchè l’uscita a castel di lepre, a causa di pioggia ci si è recati alla grotta di san Biagio.
Si è abbinato all’uscita un’esplorazione completa di tutti gli anfratti presenti nella cavità, al fine di esplorare se vi siano proseguzioni della grotta.
Nonostante una capillare esplorazione, effettuate anche grazie a piccoli spostamenti di massi, non sono state trovate prosecuzioni, gli anfratti si diramavano per pochi metri e non vi erano consistenti passaggi d’aria.
E’ stato notato che ciascuno di questi approfondimenti, disposti lungo il perimetro della sala principale, li dove il cono detritico si assottiglia notevolmente,erano già stati ispezionati in precedenza. Infatti sono state notati segni di progressioni precedenti (orme e piccoli scavi).
La cavità non è frequentata molto da speleologi, l’ultima esplorazione è stata effettuata dal nostro gruppo circa 3 mesi fa, quando è stato effettuato il rilievo planimetrico e fotografico della cavità.
Tale cavità precedentemente alla nostra scorsa esplorazione non è stata frequentata da almeno 15 anni a causa delle difficoltà da parte dei proprietari del terreno a concedere l’autorizzaione.
Sono state notati diversi chirotteri (si puo presumere una colonia di almento 50/60 esemoplari) nella zona sud-Ovest della grande sala, dove è presente una stanza alla quale si accede attraverso una piccola risalita.
Sono presenti anche diversi nidi di comuni passeri in prossimità della bocca di accesso alla cavità.