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Carsismo in Puglia

La Puglia e un territorio carsico costituito essenzialmente in tre macro zone: Il Gargano, la Murgia e il Salento. Queste tre aree fanno parte dell’avampaese apulo, cioè una striscia esposta della zolla africana che si estende all’interno dell’attuale mare adriatico sino alle zona veneta e sulle coste balcaniche.

 

Le zone carsiche hanno caratteristiche specifiche che si possono riassumere in:

a. Assenza di un reticolo idrografico epigeo cioè mancanza di fiumi, laghi, torrenti, ecc.

b. Presenza di acque sotterranee (le falde acquifere)

c. Presenza di particolari forme carsiche sul territorio: Lame, gravine, doline, inghiottitoi, ecc.

d. Presenza di suoli argillosi: le terre rosse

e. Presenza di sorgenti 

f. Presenza di cavità e forme carsiche ipogee: le grotte

 

Pertanto come tutte le zone carsiche anche la puglia ha una cospiqua quantità di grotte naturali ed artificiali.

Le grotte naturali presenti in puglia sono 2527 (dato aggiornato al 01.04.2020) questi dati sono avviamente in costante crescita

 

Caratteristiche

In termini diversi, la denominazione Puglia deriverebbe da a-pluvia, non precisamente nel significato letterale di “priva di pioggia”, ma in quello oraziano, cioè “assetata, arida” in relazione non solo al clima ma anche alle caratteristiche del tipo di terreno predominante, qual’è la terra rossa e la sostanziale mancanza di corsi d’acqua superficiali.

Il territorio della murgia come quello del promontorio del gargano e il basso salento, si basano su un territorio carsico ovvero rocce sedimentarie marine che si sono formate sul fondo di antichi mari per l’accumulo progressivo di detriti organici e minerali.   In seguito tali rocce sono emerse o per un continuo sollevamento della piattaforma carbonatica, dovuta a sollecitazioni trasversali o per un progressivo ritiro del mare.   

Nella storia dell’evoluzione del territorio pugliese, si è verificato diverse volte che la piattaforma continentale sia stata sommersa dalle acque (trasgressione marina) e che vari cicli di sedimentazione si siano succeduti, producendo differenti tipi di rocce (pietra di Trani, Pietra di Ostuni, chianca di Maglie, tufo di Massafra, ecc). 

 

Il paesaggio carsico della Puglia è quindi caratterizzato come tutti i paesaggi carsici da due aspetti fondamentali:

La presenza di numerose depressioni chiuse di varia forma e dimensione,·

La mancanza di circolazione idrica superficiale, se non per aspetti effimeri, anche nelle regioni particolarmente umide.  

 

Tipi di doline: 1. di soluzione, 2. di crollo, 3. di subsidenza

Le doline sono depressioni concave a fondo chiuso (profondità variabile dai 2 ai 200 m e diametro compreso tra i 10 e i 1000 m) che si formano in seguito alla solubilizzazione del calcare o per subsidenza del terreno, oppure per il crollo del tetto di una grotta.
Talvolta, sul fondo delle doline si apre un inghiottitoio, una specie di imbuto attraverso il quale l’acqua, ricca di sali sciolti, penetra nelle cavità sotterranee. Quando l’inghiottitoio è particolarmente profondo e con pareti verticali, a pozzo, viene detto inghiottitoio o foiba.

 

Tali caratteristiche derivano dal fatto che è presente una attiva circolazione sotterranea attraverso condotti più o meno grandi e sviluppati che devono soddisfare precise proprietà:·La roccia nella quale si formano deve essere solubile all’azione dell’acqua piovana e pertanto, permettere una dissoluzione chimica,·La stessa roccia deve presentare un basso tenore di impurezze ·Le caratteristiche meccaniche della stessa roccia non permettano che i vuoti creati dalla dissoluzione della stessa non si richiudano su se stessi per fenomeni di crollo dovuti al peso delle rocce sovrastanti.  Tutte queste caratteristiche sono ben soddisfatte dalle rocce carbonatiche di cui il nostro territorio e ricco, quindi esso si presenta in superficie con manifestazioni tipiche del carsismo (macroforme carsiche) che sono essenzialmente le doline, le polje e le valli carsiche.  Tali macroforme carsiche sono in genere ricoperte da terra di colore rosso, che rappresenta il residuo insolubile del processo di dissoluzione dei calcari ed è formata essenzialmente da ossidi e idrossidi di ferro e alluminio con presenza a volte di altri minerali minori.  Attraverso processi chimici corrosivi, unitamente all’attività di tipo meccanico dell’acqua, si formano in modo naturale varie tipologie di condotte ipogee: le grotte.   Il nostro territorio è quindi ricco di diversi tipi di cavità, inghiottitoi, pozzi, gravine, lame e di ogni altro tipo forme carsiche.  

 

Foto di:

GEOS

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