Attualmente questo sito si è ripopolato con diversi animali acquatici come cefali, anguille e gallinelle d’acqua che in cordiale condominio godono di una nicchia riservata in questo ecosistema acquatico.
Tuttavia, in questo spontaneo laboratorio biologico, era presente una grande quantità di rifiuti probabilmente riversati da incauti avventori o per l’azione del vento che ne inquinavano il sistema naturale.
I volontari di Legambiente Ostuni e del gruppo speleologico Ostunese GEOS, con l’ausilio di un natante, attrezzi di raccolta e tanta forza d’animo, sotto il peso del cocente sole di luglio, sono riusciti a raccogliere una grande quantità di rifiuti plastici: bottiglie, secchi, bicchieri, buste ma soprattutto polistirolo che fluttuava a pelo d’acqua. Inoltre sono stati raccolti altri rifiuti in vetro, ferro e persino una bombola di gas.
Ci si è dovuti fermare a 2 metri del fondo del canale dove i volontari si sono trovati alla presenza di un grosso nido di vespe che non hanno concesso di andare oltre.
Tale massa di rifiuti, circa una dozzina di bustoni, Grazie al successivo intervento degli operatori della ditta Bianco che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani per conto del Comune di Ostuni, sono stati prelevati e smaltiti.